Andar per castelli
Castello San Lorenzo de' Picenardi.
Premetto che di questo castello fino a poco tempo fa ne
ignoravo l’esistenza.
La nostra bella Italia ha talmente tanti tesori da mostrare
che a volte ne abbiamo qualcuno sotto il naso e nemmeno ce ne accorgiamo.
Durante la visita ad una fiera abbiamo avuto il piacere di
ricevere un invito per visitare quello che ho detto poc’anzi essere un castello
a me sconosciuto.
L’invito consisteva in una visita guidata al castello e ad
un rinfresco offerto dalla direzione della struttura.
Perché questo invito?
Semplice: il castello era proposto come location per cerimonie
e ricevimenti per cui si dava modo agli eventuali clienti di poterne apprezzare
al meglio le bellezze del luogo dove magari decidere di festeggiare l’evento
del momento.
La strada da fare non era poca, ma nemmeno eccessiva per cui decidiamo, io e il mio compagno, di andare a conoscere questa meraviglia, che già sulla carta ci appariva interessante.
E così la domenica in cui è fissata la visita ci avviamo
verso questo nuovo castello.
Si trova nelle campagne cremonesi, immerso in una distesa di
campi che si perdono a vista d’occhio.
Torre de Picenardi è un piccolo borgo in cui il tempo sembra
non sia mai trascorso. Il tempo scorre lento, la vita è tranquilla, il traffico
è quasi inesistente e la quiete la fa da padrone.
Troviamo facilmente il castello in questione e la prima
impressione e del tutto positiva.
Non è imponente, non è grande, non fa aprire la bocca e dire
“ohhhhh”, ma è una bella veduta. Il tempo ci dà manforte ed i raggi del sole lo
illuminano regalandoci il meglio della struttura.
Lasciamo l’auto all’ingresso del parco, in una zona adibita
a parcheggio. Degli alti cipressi fanno ombra alla zona del parcheggio e già
cominciamo a parlare dei vantaggi che si possono avere a parcheggiare in una
giornata di sole quale dovrebbe essere quella di un matrimonio.
Il posto per parcheggiare non è moltissimo, ma per una
cerimonia di medio calibro i posti a disposizione dovrebbero essere abbastanza.
Un lungo viale ci porta verso l’ingresso del castello. Qui
un filare di lampioni addobbati con fiocchi di vari colori ci comunica che da poco
si è svolto un ricevimento. In terra ancora i resti di stelle filanti e
palloncini colorati ormai sgonfi e rotti.
Le mura del castello, inondate dai raggi del sole, si
mostrano in tutta la loro bellezza. Per entrare nel castello c’è un piccolo
ponte levatoio che da l’impressione di ritornare indietro nel tempo.
Oltrepassato il ponte ci ritrova in un piccolo cortile da
dove si dipanano le varie entrate alla struttura.
Da una parte l’ingresso alla casa padronale, da un altro
l’ingresso a quella che una volta era la chiesetta privata del castello. Un
altro ingresso ancora per andare alle cantine, uno per entrare in quelle che
una volta erano le stalle.
Insomma, dal cortile si può accede ad ogni angolo del
caseggiato.
Attendiamo con pazienza che inizi la visita ed intanto il
nostro sguardo si sofferma su alcuni particolari che possiamo osservare dalla
nostra posizione.
Su di una parete c’è una meridiana per la misurazione del
tempo, ma in seguito veniamo a scoprire che essa è utilizzabile solo nel
periodo estivo, perché nel periodo invernale il sole è troppo basso per poterla
illuminare.
Diamo uno sguardo alla piccola chiesetta che si trova sul
lato opposto del cortile, rispetto all’ingresso alla casa padronale, ed in
seguito veniamo a conoscenza un po’ della sua storia. In origine adibita a
chiesa per l’officiare della funzione religiosa a tutti gli abitanti della
proprietà, di fatto in quella chiesa i padroni del castello non ci andarono
mai.
La chiesa era frequentata solo dai lavoranti: i proprietari assistevano
alla messa affacciandosi ad una finestra posta in alto su di una parete del
locale, comodamente seduti in una loro camera privata, ma che li metteva in
comunicazione con la chiesa per partecipare alle funzioni senza doversi
mescolare alla servitù.
Dopo varie vicissitudini quella chiesa fu addirittura
utilizzata come deposito per le granaglie, e questo uso sconsiderato ha fatto
sì che molti dei dipinti alle pareti fossero irrimediabilmente cancellati per
l’uso non consono del luogo.
Entrando nella zona riservata alla famiglia si notano già
come ci tenessero a che tutto fosse sfarzoso e ben tenuto.
Quadri di parenti della famiglia fanno bella
mostra sulle pareti. Lampadari di vetro di murano scendono dai soffitti ad
illuminare le stanze. Stoffe di vari colori rivestono le pareti per dare ancor
più un senso di sontuosità alle stanze.
E così visitiamo la sala rosa e la sala azzurra, così dette
per il colore predominante che le contraddistingue.
La sala delle stagioni, dove il tema è il percorso del tempo
nell’arco dell’anno. Quadri che rappresentano le stagioni con i relativi segni
zodiacali.
La sala del parlatorio, come dice il nome stesso, era
riservata agli incontri e alle chiacchiere degli ospiti. Essa è di forma ovale, con pareti dipinte da
grandissimi affreschi, comode panche che corrono lungo le pareti per dare modo
ai visitatori di stare comodamente seduti durante il loro chiacchierio.
Poi c’è la sala da ballo, dove i padroni del castello
solevano tenere grandi serate danzanti per allietare gli ospiti. Dall’alto
della stanza si può notare che su ogni lato c’è una sorta di profonda nicchi in
cui si accomodavano i suonatori per eseguire le musiche in programma e allo
stesso tempo non occupare spazio in basso e lasciare che i danzatori potessero
usufruire di tutto l’ambiente disponibile.
Altre numerose stanze compongono il piano terra della
residenza, ma sono meno grandi e meno importanti. Una saletta era dedicata a
sala da pranzo per la famiglia, un’altra allo studio del padrone di casa, una
alla cucina e via discorrendo.
La visita interna della proprietà purtroppo termina qui. Ci
viene detto che a breve verrà aperto anche il piano superiore, in quel momento
in fase di restauro, ma c’è ancora altro da visitare.
Usciamo ed andiamo nel giardino “privato” di famiglia. Un
piccolo angolo verde sul retro della casa dove i proprietari erano soliti
appartarsi per stare all’aria aperta senza essere disturbati da nessuno.
In questo angolo di verde privato si può anche ammirare
quella che la guida definisce “una delle prime piscine private” di cui si abbia
conoscenza.
È una grande vasca profonda che ora è lì tutta sola e senza acqua e
che una volta allietava e rinfrescava gli abitanti del castello.
La visita prosegue con una capatina alle cantine della
dimora. Grandissime stanze sotterranee dove venivano conservati gli alimenti
prodotti nei poderi della proprietà, fra questi il vino, il grano ed i salumi.
Ora queste grandi stanze sono adibite a sale per i
ricevimenti. Di varie forme e dimensioni possono ospitare un numero variabile
di persone e venire incontro ad ogni esigenza di cerimonia.
Nel tempo che noi visitatori facciamo il nostro giro
informativo nelle varie stanze del castello ecco che nel grande salone dei
ricevimenti viene allestito un grande buffet per gli ospiti.
Cibi caldi e freddi vengono offerti a tutti i presenti
accompagnati da vino, bibite ed acqua.
Un gruppo musicale allieta il rinfresco e la nostra giornata
volge al termine.
È stata davvero una bella visita; interessante, stimolante e
piacevole sia per la vista che per il palato.
Nel corso dell’incontro con la guida ci viene detto che è
possibile visitare il castello in orari e giorni prefissati, ma sinceramente
non ricordo quali.
Per qualsiasi informazione comunque vi invito a dare
un’occhiata al loro sito e contattare direttamente la direzione per avere
informazioni esatte sulle modalità di visita.
Qui trovate tutto:
http://www.turismocremona.it/index.php/risorse/scheda/id/61
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